Gianfranco Bollini (Comitato Esecutivo PortAventura)

Gianfranco Bollini

INTERVISTA A GIANFRANCO BOLLINI
COMITATO ESECUTIVO E DIRETTORE ARTISTICO PORTAVENTURA

 
Esperienze Lavorative Di Gianfranco

 

Port Aventura

Asesor Comitè Ejecutivo - Espectaculos - Director Artistico · dicembre 2009 - ad oggi

Gardaland

Direttore Artistico

Miragica - Terra Dei Giganti

Direttore Artistico

Europa-Park Mack KG

Direttore Artistico

 

 

1) Com'è arrivato a fare questo lavoro per i parchi divertimento ?
1) 1987 fui chiamato dal parco di Gardaland per dare la voce a un prototipo di robot della Disney World (USA). Lavoravo nel mondo delle radio, e non ero per niente interessato a questo lavoro che mi proponevano al parco. Il mio grande amore per la radio era ormai duraturo, andava avanti da anni. Dopo circa 6 colloqui e 3 mesi di contatti, accettai l'offerta di Gardaland. Iniziai come intrattenitore, dopo 6 mesi ebbi la carica di vice responsabile artistico. Ricordo il mio Direttore Artistico Fernando Solidoro, per il quale sento molta gratitudine, essendo stato il mio primo, unico, e grande maestro. Purtroppo la sua scomparsa improvviso, ha lasciato orfani in me, molti dei suoi progetti.

2) Tra lavorare in una struttura di un parco o in un classico teatro "di città" cosa preferisce , e quali differenze nota ?
2) Preferisco indubbiamente lavorare nei parchi divertimento e tematici. É chiaro che in una situazione come questa ci sono tante produzioni al giorno, c'è un contatto diretto con gli artisti, con i clienti che cambiano ogni giorno. In questo modo ti misuri continuamente con te stesso, e con la soddisfazione degli ospiti del parco. é una sfida che si rinnova giorno dopo giorno con grande soddisfazione, con un unico premio: un applauso finale. Lo spettacolo in un parco è lungo un giorno, perché mediamente si producono e replicano circa 30 shows. Non conosco i meccanismi delle produzioni teatrali e non mi sento dunque di fare un paragone. In futuro mi piacerebbe molto, magari in Germania, Italia o Spagna fare una produzione per teatro. Non ho paura di affrontarla.

3) Secondo lei cosa l'ha fatta diventare uno dei migliori D'Europa nel suo campo ?
3) Non so se sono uno dei migliori d'Europa. È un dato di fatto peró che nei parchi nei quali ho lavorato hanno mantenuto lo stile "bolliniano". Ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada i più grandi proprietari di parchi europei. Ricordo che nell'anno 2000 ricevetti una proposta della Disneyland Paris; la trattativa andò avanti per circa 1 mese con i dirigenti di Londra. Si sospese tutto perché avrei dovuto abbandonare Gardaland durante i festeggiamenti del suo 25º anniversario. Non sarebbe stato corretto da parte mia. Rimasi quindi a Gardaland. Non nascondo peró che dopo 3 mesi venni preso dal rimpianto di non aver accettato. Le richieste che vennero in seguito da Europapark, Alfapark, Miragica e infine PortAventura vennero accettate perché ero affascinato dai progetti che mi venivano presentati. I miei due anni in Germania li ricordo in modo costruttivo, forte crescita professionale; ho dato e mi hanno dato molto. Posso solo ringraziare la famiglia Mack. Il grande desiderio di rientrare in Italia e la proposta di Alfapark per i progetti di Rainbow Magicland mi spinsero ad accettare la proposta. Contemporaneamente nasceva Miragica, sulla quale ho contribuito per l'inaugurazione, con grande entusiasmo e con una particolare simpatia per la terra pugliese. Non ho mai rimpianto di aver abbandonato Gardaland e Europapark per un piccola parco in Puglia, perché anche in un piccolo parco nasce una grande passione per un cliente veramente speciale com'è l'ospite pugliese. Esperienza indimenticabile. Infine a dicembre 2009 ricevetti la chiamata di Investindustrial, già gestore del parco di Gardaland, e del mio Presidente del Comitato Esecutivo Dott. Sergio Feder per intraprendere una delle più grandi avventure della mia vita: PortAventura. Ero impegnato in una produzione a Berlino. Presi un aereo e volai direttamente a Barcellona; dopo un incontro col Dott. Feder, con il quale avevo collaborato durante 15 anni a Gardaland, accettai a occhi chiusi. Ero spinto da una particolare ammirazione e rispetto verso quella persona che ha portato Gardaland a livelli europei, e ora più che mai sta conducendo PortAventura a livelli unici.
 

4) Forse non tutti sanno che lei è stato l'ideatore di alcuni dei più bei spettacoli di Gardaland , come le venivano le idee per sviluppare uno spettacolo ?
4) È molto strano che dopo 17 a Gardaland qualcuno non sappia che sono stato io il Direttore Artistico. Gli spettacoli sono nati da una crescita ed evoluzione continua, giorno dopo giorno, mese dopo mese e anno dopo anno. Con grande umiltà e avendo alle spalle un Consiglio di Amministrazione che credeva ai progetti che venivano da me sottoposti.

5) Lei ha lavorato nei più grandi parchi D'Europa , partendo dall'Italia passano dalla Germania arrivando fino al suo attuale impiego presso il parco Portaventura in Spagna ... si dice paese che vai usanze che trovi ... e lei come ha affrontato tutti questi cambiamenti ? e quali differenze nota nel modo di lavorare tra un parco all'altro e sopratutto tra un paese e l'altro ?
5) Non c'è stata molta differenza a lavorare in 3 stati diversi. Il pubblico amante dei parchi è simile in Italia, Germania e Spagna. È chiaro che bisogna adattarsi alle situazioni di ogni paese. Serve solo un po di polivalenza, rischiare molto e non avere paura, con una bella dose di fortuna. Come dicono in Spagna "sin parar" senza fermarsi.

6) In ogni parco lei trova parte dello staff già sul posto quindi si trova a lavorare con artisti totalmente nuovi , in quanto tempo riesce ad instaurare un feeling con tutto il cast per poter lavorare al meglio ?
6) In ogni parco chiaramente esiste già un cast. Pero io ero chiamato per cambiare e innovare il cast. Indubbiamente in alcuni casi è stato molto difficile. C'è sempre una parte che ripudia le tue idee o vengono accettate a malavoglia. "Chi pensa di essere lui?" sarebbe la tipica frase. La mia risposta era che ero il direttore, quindi le decisioni spettavano a me. Era proprio questo il ruolo che mi veniva affidato. Sempre peró ho cercato la massima mediazione, collaborazione, rispetto con tutti i team che ho incontrato. A molti di questi team ho dato ed ho molto ricevuto. Ci sono sempre stati dei confronti costruttivi da ambe le parti. Ci vuole sempre una certa pazienza nel conquistarsi, chiaramente giorno dopo giorno, la fiducia del team.

7) Ci sono speranze di poterla rivedere a lavorare in Italia ?
7) Ti rispondo semplicemente dicendo che nella vita tutto è possibile.

8) Secondo il suo parere cosa manca nei parchi Italiani , paragonati con quelli da lei visitati o dove lei a lavorato ?
8)Ogni parco ha una identità propria. Ed è impossibile comprenderla con una visita di un giorno. A volte nemmeno in un anno. Potrei farti la stessa domanda inversa: cosa manca ai parchi europei paragonati con quelli italiani? una cosa sicuramente manca ai parchi italiani: dare più fiducia ai giovani, dare la possibilità di crescita, di fare degli stage come fanno i parchi tedeschi. L'Italia ha ora tantissimi parchi, dai più grandi ai più piccoli. E in ogni parco che ho visto regala una magia differente. La differenza indubbiamente la fanno i budget. La mia ammirazione va ai piccoli parchi italiani che con "pochissimi euro" riescono a produrre spettacoli di ottimo livello, che non sempre vengono apprezzati dai forum dei fan dei parchi. È facile tifare Inter o Milan pensando di vincere un campionato. La vera conquista è tifare una squadra di "provincia" e restare in serie A.

9) E in chiusura le facciamo una domanda totalmente estranea al suo ambito lavorativo , ma inerente con i rollercoaster che a noi stanno tanto a cuore , cioè come paragona le montagne russe spagnole con quelle italiane ?
9) Le montagne russe devono avere due obiettivi: devono essere belle da provare e belle da vedere. La differenza la fa molto la tematizzazione. Io non mi sento di esprimere un giudizio. Proviamole tutte, divertiamoci perché ogni roller coaster regala una scarica di adrenalina, una emozione diversa e unica.

Concludo dicendovi che nel 2012 PortAventura regalerà a voi fans qualcosa di speciale e veramente unico.

un caro saluto

Asessore del Comitato Esecutivo di PortAventura e Direttore Artistico
Gianfranco Bollini

Grazie

Intervista a cura di Mattia Murolo

Roller Coaster Revolution ringrazia Gianfranco per la gentile collaborazione